|
|
IL MUSEO FERROVIARIO DI CUNEO Stazione Ferroviaria-Deposito Personale Viaggiante Piazzale Libertà n.10 |
|
Pochi sanno che, nella stazione di Cuneo, è possibile vedere un piccolo ma ordinatissimo museo di cimeli ferroviari. La visita inizia dall'atrio della stazione, con un'occhiata alla Sala Reale, e prosegue poi lungo i binari, costeggiati presso i giardinetti di cimeli quali segnali, lampioni, scambi, ruote, cartelli dalla metà del secolo scorso a qualche decennio fa, fino al palazzetto del personale viaggiante, dove al 1^ piano si è accolti dall'enorme sirena elettrica dell'allarme aereo in uso alla stazione durante la 2^ guerra mondiale, di fronte alla quale vi è la saletta delle uniformi dei ferrovieri e dei militari del Genio Ferrovieri, e di fianco alla quale è situata la sala principale del museo, visibile nell'insieme nella foto sotto il titolo. Appartengono infine anche al museo una carrozza per riparazioni sulla linea, adibita a piccolo museo della linea Cuneo - Nizza, visibile in stazione e una locomotiva trifase degli anni '30, visibile al Deposito, visitabile anch'esso su richiesta.
|
Accanto all'Ufficio Movimenti è possibile vedere la Sala Reale, così detta perché era la sala di attesa della famiglia reale, in cui si sarebbe dovuta fermare quando fosse stata di passaggio per andare a Valdieri: una porta la mette in comunicazione direttamente con il ristorante della stazione, così che i reali potessero ristorarsi senza essere disturbati. In realtà essa non fu mai usata in quanto la costruzione della stazione fu terminata nel 1937 e successivamente la famiglia reale non si recò mai in treno oltre Racconigi perchè, a causa delle tensioni politiche di quei tempi, si reputava rischioso che essa viaggiasse troppo vicino al confine francese. In questa sala sono oggi esposti 7 bacheche contenenti fotografie d'epoca, giornali, manifesti e notizie sul treno reale e sui soggiorni della famiglia reale a Cuneo e nelle altre sue residenze della nostra provincia. Molti viaggiatori avranno notato che nella stazione di Cuneo, a differenza che in altre, fra la prima e la seconda pensilina vi sono tre binari anziché due: il binario di mezzo serviva appunto per la sosta del treno reale. Infine le cancellate poste in cima alle scalinate sono adornate con un particolare nodo in ferro battuto: era il "nodo dei Savoia".
|
Qui sopra vediamo la saletta uniformi. |
|
Appena entrati nella sala principale del Museo si vede sulla sinistra una bacheca contenente i berretti dei ferrovieri dagli anni 20 fino ad oggi. Sono perloppiù di lana, ma quelli dei macchinisti e fuochisti delle locomotive a vapore erano in tela cerata, cosicchè non potessero essere facilmente incendiati dalle faville che uscivano dal bruciatore delle locomotive a vapore. Accanto in una bacheca c'è l'intera uniforme di un macchinista, e poi una biglietteria in legno degli anni 20, proveniente dalla stazione di Marene e fabbricata a Morozzo: in essa sono curiosi la lastra di marmo davanti allo sportello che serviva per far "suonare" le monete, così da distinguere le vere dalle false (erano parecchio falsificate quelle d'argento) e diverse ciotole usate dall'impiegato per contenere le monete dei vari tipi (come le casse di oggi hanno diversi scomparti per le diverse banconote); al posto del bigliettaio ora c'è un manichino, ma la sua uniforme è originale. Nel museo è anche conservata la macchina elettrica che era usata per scrivere automaticamente ed indelebilmente la data sui biglietti, oltre ad un campionario completo di bigletti, tessere, certificati per viaggi gratuiti o riduzioni di prezzo, etc. I bigletti di 1^ classe erano verdi, quelli di 2^ bianchi e quelli di 3^ rossi; c'era il biglietto per il cane e per la coppia di cani; quand'era in licenza l'ufficiale viaggiava in 1^ classe, il sottoufficiale in 2^ e il soldato in 3^, ma più spesso viaggiavano in tradotta, su vagoni usati di volta in volta per i soldati o per i cavalli, seduti sulle pache visibili qua sotto, ripegate ed appoggiate alla parete quando la carne da cannone, anzichè due piedi, ne aveva 4; infine l'onorevole viaggiava gratis, naturalmente in 1^ classe, come del resto avviene oggi. A fianco della biglietteria è poi esposta una divisa da Capotreno con i monogrammi della Real Casa.
|
|
Sulla parete finestrata sono visibili vari tipi di fanali (ad olio, ad acetilene, elettrici): era molto in uso allora la comunicazione, specie notturna, attraverso segnali luminosi. Si tenga presente che l'illuminazione pubblica era rara ed efficiente solo presso gli edifici di rappresentanza, e quando calava la notte le città, ed ancorpiù i paesi di campagna, piombavano in un buio inimmaginabile per noi oggi. Vi erano lanterne di segnalazione sulle colonne idrauliche di rifornimento per le locomotive, in testa ed in coda ai treni, e parecchie lampade erano tenute pronte per gli usi di stazione per quando, frequentemente, andava via la luce elettrica. Seguono, sempre su tale parete, la cassaforte della stazione Cuneo-Gesso, costruita a Biella nel 1850, vari telefoni e pannelli di comunicazione, ognuno con la sua storia su un piccolo cartello, e, curiosissimo, un barilotto rosso con maniglia che usavano i manovali per portarsi dell'acqua durante i faticosissimi lavori di posa e manutenzione delle rotaie. Quanto fossero più faticosi di oggi ne danno un'idea la sega ed il trapano a mano visibili nelle foto qui sotto: la sega era azionata dalla forza di 2 persone ed impiegava 2 ore a tagliare il binario ! Ora i binari sono più spessi, ma con la sega circolare elettrica un solo uomo impiega pochi secondi a fare questo stesso lavoro.
|
|
Al centro della sala, oltre al trapano ed alla sega, sono poste la già illustrata panca richiudibile per soldati, un telegrafo completo, di cui vi sono anche due rotoli di nastro nuovi ed i manuali d'uso, ed un armadio contenente vari modelli in scala H0 (1:87) di tipo commerciale.
|
Le 2 rimanenti pareti sono coperte di bacheche contenenti il più svariato e curioso materiale: dai fischietti d'osso alle palette, agli orologi piombati affichè non fosse possibile manometterne l'ora, alla valigetta per il pranzo del personale viaggiante detta "portabarachin", contenente il cibo in una pentola che veniva scaldata ponendola sulle pareti roventi della caldaia della locomotiva, al sacchetto per le lenzuola, alle candele, ai residuati bellici ( un elmetto, baionette, una boma a mano inglese), alle tessere di razionamento, ai manuali di manutenzione e di regolamento. Altri scaffali contengono sezioni delle rotaie dagli albori della ferrovia ad oggi: crescendo la velocità sono cresciuti anche i pesi di queste, per incrementarne la resistenza (soprattutto dei tratti in curva); interessantissima l'evoluzione dei sistemi di fissaggio della rotaia alla traversina (che doveva essere di legno robusto, rovere o faggio): dal semplice chiodo al chiodo con piolino di estrazione alle grosse viti a testa quadra. Sono anche conservati vari esemplari del chiodino che veniva piantato sulla traversina e su cui veniva scritto l'anno di posa della stessa, per verificare successivamente la durata del materiale.Chiude questa sezione una raccolta di berretti di ferrovieri di tutto il mondo, incluso un turbante dei ferrovieri indiani !
Visitando i cimeli di questo museo si scoprono le invenzioni e gli stratagemmi che quegli uomini, così vicini nel tempo ma ancora agli albori della tecnologia, usavano per far funzionare le macchine e servizi della ferrovia, invenzioni e stratagemmi superati dalla tecnologia più affidabile, da comunicazioni infinitamente migliori e più semplici, dalla standardizzazione.
Presso la palazzina del personale viaggiante, dove si trova il museo, vi è un vecchio vagone per riparazioni sulla linea, al cui interno è stato ricavato un piccolo museo della linea Cuneo - Nizza.
Parte del tetto di tale vagone è piatto perchè su di esso salivano, attraverso una botola interna, gli operai per i lavori sulla rete elettrica. Fu costruito a Genova dalla Piaggio nel 1943 come carro merci in legno, tranne il pianale, e poi modificato nella forma attuale nel 1953. Oltrechè da piattaforma mobile fungeva anche da officina, mensa e dormitorio per gli operai: il capo officina dormiva anch'egli sul vagone ma in uno stanzino separato.
All'interno è stato sistemato un percorso iconografico relativo ai lavori di costruzione della ferrovia Cuneo - Nizza nel secolo XX , ideati e diretti dai grandi ingegneri Gattri, Grandis (cuneese) e Sommelier (torinese). Fra il materiale esposto vi sono anche due volumi curati dal cav. Calvano.
All'interno è anche disposto un grande plastico ferroviario in scala H0, che solitamente è molto apprezzato dai visitatori più piccini, una bacheca con campioni dei minerali presi dalle gallerie della linea (un breve studio su quest'argomento è ivi illustrato), interessanti fotografie delle tramvie che, con piccole locomotive, collegavano Cuneo con i paesi vicini, a partire da una costruzione ora demolita in piazza Torino, ed infine delle interessanti macchine dette "bande" utilizzate per sollevare le carrozze quando andavano fuori dai binari.
|
Al di fuori sono ammassati altri cimeli: una pietra dei bastioni di Cuneo, con inciso l'anno 1795, che era stata riutilizzata per la costruzione della stazione di Cuneo Gesso; una rotaia datata 1848 appartenuta alla prima ferrovia piemontese (prodotta in Belgio o in Gran Bretagna) ed altre rotaie interessanti fra cui una prodotta in Pennsylvania, dono degli USA per la ricostruzione del '46; due "sale" (ruote motrici di locomotiva a vapore) una con perno per biella cilindrico e una con perno a botte, in grado di montare uno snodo; un "duomo" adagiato su un vecchio carrello per la movimentazione di rotaie in cantiere e 2 biciclette da rotaia, una biposto di produzione industriale ed una monoposto di costruzione artigianale.
|
Davanti al vagone, dall'altra parte del vialetto, è visibile un piccolo monumento ai ferrovieri delle Officine Centrali Genova che, come i ferrovieri di altri paesi durante l'occupazione nazista (vedere il bel film Il Treno con Burt Lancaster), sabotavano quotidianamente i treni per impedire all'esercito occupante di servirsi delle ferrovie, di cui aveva un bisogno vitale per i rifornimenti di munizioni e altro materiale bellico, rischiando quotidianamente la vita e non di rado perdendola. Il monumento è fatto intieramente di pezzi di locomotive e vagoni, e rappresenta un uomo che rompe le catene che lo avvincono. |
|
|
Accanto al monumento è visibile uno dei fornelletti per carbone con cui gli operai si scaldavano nelle officine e che servivano anche ad evitare che l'acqua degli impianti gelasse; pochi metri più in là è stata collocata una colonna idraulica per il rifornimento di acqua alle locomotive a vapore: questa ha la particolarità che il beccuccio era abbassabile; accanto nella foto vediamo quella presente al Deposito, ancora funzionante, che ha invece il beccuccio fisso. |
|
Il Deposito è raggiungibile da corso Monviso attraverso una stretta discesa. E' costituito da una grande area con numerosi binari, da un bel palazzo per la Direzione, simile ma più piccolo di quello della Stazione, edificato a cavallo degli anni '20 - '30 contemporaneamente ad essa, e da grandi capannoni in cui si eseguono la ripulitura e le riparazioni di vagoni e locomotive, inclusa la sostituzione dei carrelli. L'officina è anche attrezzata di macchine utensili per la produzione in proprio di pezzi di ricambio. In passato vi lavoravano 200 persone ed erano eseguite riparazioni su motrici d'ogni genere. Oggi vi lavorano 50 persone e vengono riparate solo le motrici diesel.
|
All'interno del Deposito è presente una piattaforma girevole, e, vicino ad essa, su un binario morto è parcheggiata una vecchia locomotiva trifase ET551. Era utilizzata sulla linea Torino - Bussoleno - Modane perchè ha le ruote basse ed è adatta per la salita; trainava 10 vagoni a 50 km/h. Quando, per vetustà, non è più stata in grado di assolvere il suo compito, è stata utilizzata, dopo avergli montato davanti il grosso vomere visibile nella foto, in funzione passiva come carrello spazzaneve: si noti che i motori, sebbene non più funzionanti, furono lasciati per fare peso.
|
|
E' infine curioso questo serbatoio per l'acqua, ricavato probabilmente durante o subito dopo la guerra tagliando con la fiamma ossidrica 2 pezzi di tender.
|
Qui vediamo una lanterna della tramvia Cuneo - Demonte. |
|
Tutto il materiale esposto nella Sala Reale e gran parte di quello conservato nella saletta del palazzo del personale viaggiante è di proprietà del cav. Calvano oppure è stato restaurato a sue spese.
E' possibile visitare gratuitamente il Museo Ferroviario di Cuneo prenotandosi all'Ufficio Movimento (primo ufficio nel corridoio a destra dall'atrio) oppure contattando direttamente il cav. Calvano (0171,691268).